SANGUE CORDONALE

Nutrire la vita…

Il cordone ombelicale, attraverso il quale ogni mamma nutre il proprio bambino nel grembo, dopo il parto viene usualmente gettato. Dare il consenso alla donazione di sangue del cordone ombelicale significa evitare questo spreco, mettendone a frutto l’utilità come importante risorsa per la salute e la ricerca.

Perché donare il sangue del cordone ombelicale.

Il sangue del cordone ombelicale e della placenta, infatti, è ricco di cellule staminali simili a quelle del midollo osseo, che hanno un ruolo fondamentale nella cura di gravi malattie del sangue.
In particolare, queste cellule sono utilizzate nel trapianto per leucemie e linfomi, malattie congenite e metaboliche: attualmente vengono curate con il trapianto di cellule staminali del cordone ombelicale circa 80 varianti di malattie appartenenti al gruppo delle leucemie, dei linfomi, delle talassemie, dei deficit del sistema immunitario e dei difetti metabolici.
L’elenco di queste malattie viene periodicamente aggiornato dal GITMO (Gruppo Italiano per il Trapianto di Midollo Osseo, cellule staminali emopoietiche e terapia cellulare) per mantenere informata la comunità dei pazienti. Donare il sangue cordonale ad una Banca pubblica è un investimento per il futuro. La donazione solidaristica consente infatti a chiunque di noi abbia la necessità di sottoporsi ad un trapianto di trovare un’unità con ottimi livelli di compatibilità e con una dose cellulare adeguata.

I vantaggi del sangue cordonale rispetto al midollo osseo.

Può essere raccolto e conservato presso adeguate strutture (Banche di Sangue del Cordone Ombelicale) rendendosi immediatamente disponibile per chi ne avesse bisogno.
L’immaturità delle cellule in esso contenute riduce il rischio di alcune gravi complicanze del trapianto.
È stata dimostrata la possibilità di trapiantare contemporaneamente due unità di sangue cordonale per estendere l’opportunità di terapia anche a pazienti adulti.

Come avviene la raccolta del sangue cordonale.

Subito dopo il parto, sia spontaneo sia cesareo, quando il cordone è stato reciso nei tempi che non creano alcun rischio al nascituro, il personale abilitato effettua il prelievo del sangue in esso contenuto. Questa procedura è innocua e indolore per la mamma e per il neonato.
La sacca sterile contenente il sangue cordonale viene inviata alla Banca di Sangue del Cordone Ombelicale di riferimento, presso la quale sarà sottoposta alle analisi necessarie e, quindi congelata entro 48 ore dalla raccolta.

Perché il consenso della coppia è fondamentale.

La possibilità di impiegare l’unità di sangue cordonale a scopo di un trapianto è subordinata a due condizioni principali che sono: l’assenza di contaminazione da parte di agenti infettivi trasmissibili e l’assenza di patologie genetiche nel nascituro e nei genitori che con il trapianto potrebbero essere trasmesse al ricevente. Al fine di escludere queste possibilità, al momento dell’acquisizione del consenso, viene richiesto alla coppia sia la possibilità di raccogliere un’anamnesi familiare dettagliata sia di eseguire controlli clinico-laboratoristici sulla madre e sul nascituro in caso di bancaggio. Inoltre, poichè alcune potologie possono risultare non riscontrabili con un unico controllo clinico ed ematologico, al momento della raccolta del consenso informato, viene anche presentata la necessità di acquisire informazioni sullo stato di salute del bambino a 6/12 mesi dalla nascita. Tutti i dati sensibili raccolti sono riservati e saranno custoditi esclusivamente presso la sede della Banca di Sangue del Cordone Ombelicale.

La donazione è un gesto straordinariamente semplice e importante.

Infatti è importante sapere che se anche l’unità donata non fosse idonea per il trapianto, il sangue cordonale potrà essere utilizzato per studi clinici finalizzati allo sviluppo di altre possibilità terapeutiche. I protocolli di ricerca sono oggetto di ulteriore richiesta di consenso e vengono illustrati al momento dell’adesione al dono.

Che cos’è la “donazione dedicata”.

Se, al momento della nascita del bambino, esiste un parente stretto (fratello/sorella) del neonato a cui sia stata diagnosticata una malattia curabile con il trapianto di cellule staminali emopoietiche, la raccolta del sangue ombelicale potrà essere riservata al parente malato e utilizzata tramite servizio sanitario.
Sul sito del Centro Nazionale Trapianti (www.trapianti.salute.gov.it) sono illustrate le modalità di accesso a questo percorso e che prevede in casi particolari il coinvolgimento di esperti in materia (Commissione DediCO). In alcuni Paesi è consentito conservare il sangue placentare per uso personale e a spese dei genitori in Banche private.
Questa forma di conservazione non è ritenuta utile dalla comunità scientifica, per mancanza di evidenze cliniche che ne supportino l’efficacia e la sicurezza. La donazione a scopo altruistico è invece ormai assodata essere in grado di offrire, a coloro che ne presentano la necessità, un’opzione terapeutica sicura ed efficace. Ricorda, invece, che il tuo medico potrà sempre attingere alla Banca pubblica per il reperimento di unità per trapianto.

Modulistica per mamme donatrici da scaricare

Questionario anamnestico

Consenso informato gel piastrinico

Consenso informato

Allegato 1

Allegato 2

Servizio TG3 Leonardo su raccolta del sangue del cordone ombelicale

http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-dbd02af0-7ece-4a73-b57c-9e0eb78afb3b.html

http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-d7d3d166-aa77-4a3b-a4a5-4127580abe92.html